Un brevissimo post per elogiare la lunghezza. Vanno tutti di corsa, si sfruttano solo le iniziative mordi e fuggi, il libro va bene se è agile, il film se contenuto, lo spettacolo se sostenibile. Proust oggi sarebbe morto inedito. Invece a me piacciono le cose lunghe, ho visto Winter Sleep e mi è piaciuta immensamente propria la sua interminabilità, collegata al coraggio di citare Cechov e Dostoevskij con compiaciuta spavalderia. Mi è piaciuto molto il lungo film di Alex Jodorowsky “La danza della realtà”, lungo come durata e ancora di più come elaborazione, perché narra integralmente della sua infanzia e ce ne vuole di tempo affinché il proprio figlio adulto possa interpretare il proprio padre. Ho già parlato del meravigliosamente lungo spettacolo “Diario del tempo” di Lucia Calamaro. Ho un caro amico di scuola, Gialuca Ales, che fa l’inviato per Sky tg24 e da quando è al liceo vuole scrivere un libro, ora lo ha fatto, si chiama “Una notte sbagliata”, l’ho ordinato, non l’ho ancora letto, ma mi sono commossa per il solo fatto che fossero più di 600 pagine, so solo che è un noir piuttosto violento, se vi piace il genere vi consiglio di ordinarlo solo per la lunghezza. Sto cercando una casa per il mio nuovo romanzo, si chiama ‘Otto’, è lungo quattro secoli e forse circa 400 pagine o simili, di quelle stampate, la prima obiezione che tutti mi fanno, prima ancora di leggerlo, è che è lungo. E’ rimasto in incubazione 15 anni, è stato prima sceneggiatura, poi drammaturgia ora è un lungo romanzo che a me non pare affatto male. La mia evoluzione personale, emozionale, professionale è lunga da snervare un bradipo ubriaco, Roma non fu fatta in un giorno e comunque io spero di dare presto buone notizie.