Dal punto di vista stilistico, il testo scorre con un ritmo incalzante. La Calandra evita i cliché del genere, offrendo una prosa evocativa che non cade mai nel prolisso.
I dialoghi sono taglienti, funzionali alla caratterizzazione dei personaggi, mentre le descrizioni della Serenissima restituiscono una città claustrofobica e affascinante, ben lontana dagli stereotipi turistici.
L’uso sapiente del lessico legato all’occulto e all’arte arricchisce la lettura, offrendo spunti culturali senza appesantire la trama. È un equilibrio precario ma perfettamente riuscito tra intrattenimento e approfondimento storico-mitologico.
Con ‘La maledizione di Venezia’, Orelli Edizioni porta in libreria un volume capace di catturare fin dalle prime pagine. Roberta Calandra firma un’opera coerente con il genere romance consapevole dei suoi codici narrativi, con i relativi pro e contro. Un lavoro che saprà conquistare chi frequenta abitualmente questa narrativa e cerca una storia dove sentimento e mistero procedono intrecciati.
Andrea Di Sciullo
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