Le cose come sono Hervè Clerc
Dicembre 6, 2018La donna senza nome
Dicembre 6, 2018Elogi: gli ipocriti
Con la stessa banalità del male con cui Eichmann eseguiva i compiti dati, con la stessa –a tratti divina, certo- indifferenza con cui Moravia ci raccontava i suoi moralmente vacui protagonisti conniventi con il regime, Eleonora Mazzoni, attrice e scrittrice affermata, ci parla di ipocrisia nel suo romanzo “Gli ipocriti” appena edito da Chiarelettere. Di un’ipocrisia conclamata, quella che ha costretto e ancora costringe certi ambienti cattolici oltranzisti alla consumata pratica della doppia morale, fin quasi alla scissione patologica, costringendoci a riflettere, di riflesso, su di un’ipocrisia più sottile, ormai totalmente connaturata al costume italico fatto di mezze frasi mezze verità scelte incomplete, tanto simile a quella che descrive Simona Argentieri nel suo saggio “L’ambiguità”, talmente intessuta al nostro modo di essere da non essere quasi più riconoscibile. E lo fa con coraggio Eleonora Mazzoni, descrivendo attraverso gli occhi di Manu, l’adolescente che forse lei stessa è stata, la crudele scoperta della inevitabile ambivalenza di pratiche erotiche (in senso crudamente sessuale ma anche affettivo), come anche della gestione del denaro, i due temi chiave della sopravvivenza di ognuno di noi, consumata senza sforzo da chi per primo si dice attento a non peccare e si permette di giudicare gli altri. Mi soffermo volutamente sulla apparente banalità del tema che, come una lettera scarlatta scava invece una ferita impietosa sul nostro vivere, illuminando di una luce grigia e livida il presente, tagliato dal raggio del racconto di un passato troppo recente per non essere attuale. Tra preservativi imprevisti, giornalini innominabili, mani strusciate troppo in fretta sul corpo, giochi di sesso con Barbie, la scrittura asciutta e chirurgica della Mazzoni non salva proprio nessuno? Valeria, sì, perché ha scelto di essere lesbica dopo avere provato liberamente il sesso con tutti gli uomini del mondo, Valeria infrangibile e vittoriosa perché intera nella sua faticosa ricerca, gli altri no, gli altri preferiscono rimanere “normali, poco cattolici, pochissimo cristiani, senza quelle confusioni che fanno talmente casino da sbriciolare, normali insomma” …Come il paese ci desidera, perché è ben noto che l’autenticità sia roba per adolescenti, e problematici.
