Venezia a Roma

Il primo punto è che sicuramente Venezia a Roma è meglio che Venezia a Venezia, almeno per me che questo periodo ho un’esigenza assoluta di stagnazione domestica che rasenta la patologia. In sintesi la fila al Mignon è stata corta anche se effettivamente non ci si spiega perché abbiano dovuto sperimentare proprio ieri un nuovo sistema di meravigliosa biglietteria computerizzata che ti obbligava a rifare la fila dopo la fila di un film per comprare il secondo biglietto. La fila era corta perché eravamo una ventina, poi si è allungata.

“The president è bellissimo”, un Makhmalbaf in splendida forma, una sorta di feroce “La vita è bella all’incontrario” dove il bambino fugge con il nonno crudele assassino spodestato dalla sua sanguinaria dittatura per i mirabolanti paesaggi di un paese che potrebbe essere l’Ungheria come il Kurdistan, credo. Scritto bene recitato bene illuminato bene diretto bene tutto sommato un premietto se lo poteva pure accattare, misteri del festival! Finale sbrodolatello di retorica, un filo di troppo forse se finiva cattivo era meglio.

Pasolini brutto. Perché fare un film su Pasolini per non dire nulla? Bravissimi scenografi e costumisti perché sembrava di stare in Italia meglio che in tanti film italiani, però boh, fare un film su Pasolini per mostrare qualche pratica orale ravvicinata, un piatto di pasta alle vongole, la caricatura di Laura Betti, qualche brutale frammento di Salò e una mamma sempre con la lacrima in tasca e lo sguardo stralunato era proprio necessario? Non è che perché uno si sente un profondo genio distruttivo allora ha capito tutto di Pasolini ed è in diritto-dovere di rappresentarlo! Forse per avallare la tesi che distrugge ogni forma di pensiero minimale, ovvero che il brutale omicidio avvenne per mano causale di tre buzzurri omofobi? Ma per favore. Willem Dafoe invece è perfetto che sembra il povero Pierpaolo impagliato e disibernato. Questo sì, fa una certa impressione, ma non basta.

dicembre 6, 2018

Venezia a Roma

Venezia a Roma Il primo punto è che sicuramente Venezia a Roma è meglio che Venezia a Venezia, almeno per me che questo periodo ho un’esigenza […]
dicembre 6, 2018

Letture leggere 3

Letture leggere 3 Invidio Francesco Piccolo, profondamente. Ha solo quattro anni più di me e pubblica per Einaudi, vince lo Strega, scrive con Nanni Moretti, ha […]
dicembre 6, 2018

Letture leggere 2

Letture leggere 2 “Storie in modo quasi classico” di Harold Brodkey, edizioni Fandango, pag.862 si è rivelato una nuova eccellente compagnia estiva, se non fosse per […]
dicembre 6, 2018

Venezia 2014

Venezia 2014 Non tornavo alla Mostra del Cinema di Venezia dal 1999, anno in cui, con Mariano Lamberti, presentammo il nostro film “Non con un bang”, […]
dicembre 6, 2018

Arene 4

Arene 4 Il mondo fino in fondo. In breve: un ragazzino viene trovato con due canne in Patagonia, il fratello lo raggiunge per aiutarlo e lui […]
dicembre 6, 2018

Arene

Arene Per chi ha la grazia di poter trascorrere un meraviglioso Agosto romano, le arene estive restano indiscutibilmente la maggiore risorsa serale e l’affollamento seriale che […]
dicembre 6, 2018

Arene 6

Arene 6 – Party girl Nella lodevole parata di anteprime predisposta dal Nuovo Sacher, in una platea inumidita di rugiada e comunque attentissima, scopro il gioiello […]
dicembre 6, 2018

Arene 3

Arene 3 Dopo ‘L’appartamento spagnolo’ e Bambole russe’, che vi assicuro potreste anche non avere visto per godere il terzo -io personalmente ho rimosso il primo […]
dicembre 6, 2018

Letture leggere

Letture leggere “Vivere, pensare, guardare” di Siri Hustvedt, edizioni Einaudi 2014, pagine 301 -molto fitte- è una di quelle che io definisco una “leggera lettura estiva”. […]